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Teatro delle Ombre di Bali
Torna in Italia il grande maestro I Wayan Wija, tra i più prestigiosi rappresentanti della straordinaria e antichissima tradizione del ‘teatro delle ombre balinesi’ con una piccola orchestra gamelan.
disponibilità: OTTOBRE 2012
Musica dei Popoli 2012
News
Musica dei Popoli 2012
Orchestra Nazionale della Mongolia
Morin Khuur Ensemble
Special guest: URNA Chahar-Tugchi
MONGOLIA
La tradizione musicale in Mongolia ha potuto conservarsi praticamente intatta nei secoli, grazie alla forte identità del popolo mongolo e all’immutabilità pressoché assoluta dello scandire del tempo nelle popolazioni nomadi della steppa. Il canto, elemento fondante della musica tradizionale mongola, annovera diverse forme, molto diffuse e di origine molto arcaica, tra cui le principali: urtyn duu, bogino duu, khoomii.
La canzone lunga - urtyn duu - raggiunge un’estensione di tre ottave, con passaggi dall’improvvisazione di gola al falsetto e con largo uso di abbellimenti. Nella sua esecuzione la cantante dialoga con il morin khuur proponendo melodie che rievocano lo spirito della Mongolia. I testi parlano di feste, di gare, di amicizia, di amore per una donna piuttosto che per un cavallo o per la natura stessa.

Il khoomii (canto di gola), invece, è un canto difonico che vuole imitare i suoni della natura, del vento, degli uccelli, dei fiumi. Una particolare tecnica vocale che permette al cantante di emettere due suoni contemporaneamente, uno fondamentale, basso, una sorta di bordone e uno di derivazione armonica superiore. Il morin khuur, sorta di violoncello dalla cassa trapezoidale con una testa di cavallo scolpita in testa al manico e due corde di crine di cavallo, è lo strumento nazionale della Mongolia. Con il suo suono dolcissimo, accompagnando il canto, da solista o in ensemble con gli altri strumenti mongoli, è sempre presente nella vita dei mongoli, in campagna, nelle feste, nelle cerimonie e ora nei concerti. Lo yotchin invece è un salterio suonato con due bacchette di origine cinese che ricorda il cimbalon ungherese, mentre la yatga e un salterio a tavola lungo quasi due metri, di derivazione cinese e presente nella tradizione asiatica.
A questo repertorio va aggiunta la musica di tipo religioso: musiche e canti eseguiti nei monasteri e durante le cerimonie, e i canti degli sciamani. Mongolian State Morin Khuur Ensemble Un ensemble di virtuosi della musica tradizionale della Mongolia, con un concerto suggestivo, dedicato al canto e alle melodie della steppa, e con un organico di ben 30 elementi che riunisce: 12 morin khuur, 4 violoncelli mongoli, 2 ikh khur (contrabassi), 4 yatga (cetre), 1 yotchin (salterio), 2 limbe (flauto traverso), un pianoforte, 2 percussionisti, una delle migliori cantanti di urtyn duu, presentando quindi, in un’unica formazione, le principali e le più suggestive tradizioni vocali e strumentali mongole, interpretate ai più alti livelli.
L’organico strumentale, inoltre, permette l’esecuzione delle più belle melodie della musica tradizionale mongola, e di quella di composizione contemporanea, musiche che affondano le proprie radici nella millenaria cultura nomade della Mongolia. L’Ensemble di Morin Khuur di musica tradizionale, è stato fondato nel 1992 con decreto del Ministro della Cultura, su iniziativa del famoso musicista G. Jamyan, virtuoso del morin khuur. L’obiettivo principale dell’Ensemble di Morin Khuur è di preservare e presentare al pubblico la musica tradizionale della Mongolia. Nel 1993 ne assume la direzione il Maestro Tsendiin Batchuluun e prende il via la programmazione concertistica, che negli anni ha portato l’Ensemble ad esibirsi in Russia, Cina, Korea del Nord e del Sud, Giappone, Francia, USA, conseguendo nel 1999 il premio come miglior Ensemble al Festival Nazionale della Corea del Nord. Sempre presente ai più importanti eventi culturali della Mongolia, l’Ensemble di Morin Khuur, oltre al vastissimo repertorio di musica tradizionale, presenta brani dei più autorevoli autori mongoli, quali: N. Jantsannorov, B. Sharav, Z. Khangal, Ts. Chinzorig, G. Altanhuyag, D. Battumur. Numerose le esecuzioni di musiche per film, documentari e spettacoli teatrali di autori quali: D. Naidandorj, I. Nyamgavaa, D. Ganhuyag, D. Tserensodnom, J. Mend-oyoo, J. Bumtar, D. Garmaa, N. Byambadorj, N. Chingis, S. Solongo. Dell’ensemble sono parte integrante alcune formazioni di musica tradizionale, quali i quartetti di morin khuur “Chulugen” e “Dumun”, il “Yatga Quartet” e l’Ensemble femminile “Khulan”, che svolgono attività concertistica autonoma. Numerose le incisioni discografiche all’attivo con musiche dei vari generi interpretati.
Ospite speciale dell’ensemble sarà URNA Chahar-Tugchi, nata nel distretto di Ordos, nella regione orientale della Mongolia al confine con la Cina, in una famiglia di allevatori nomadi e fin dalla più tenera età cresciuta con i racconti e le canzoni tradizionali tramandate oralmente all’interno della sua comunità; dopo la non semplice frequentazione di scuole mongole, ha terminato gli studi al Conservatorio di Shanghai e presso la Scuola di Musica Tradizionale cinese, diventando un’esperta di questa cultura senza però dimenticare le origini della sua terra. Nonostante la figura minuta, URNA è dotata di una voce possente, dalla gamma di estensioni e timbri vocali impressionante e con l’inimitabile tecnica tipica del canto mongolo, riporta inevitabilmente agli ondulati orizzonti e alle immense distese della Mongolia.

